"L'indispensabile per Matisse, era guardare. ... Nel 1941 fu colpito da un tumore all'intestino. Fu operato due volte, sfiorò la morte. ... Non aveva più la forza fisica di un tempo, ma quelle che aveva guardato per tutta la vita ora era impossibile da contenere. Disabile, diremmo oggi, com'era in quegli anni, realizzò un'esplosione di capolavori, la sua produzione abbondantissima di gouaches découpés, quelli che lui chiamava semplicemente ritagli. Sforbiciare era meno faticolo che dipingere. Ancora una volta aveva trovato la strada per continuare a creare, a essere un artista, ciò che era. Una bella pubblicazione di TASCHEN rende onore a questi lavori. ... Dalle danze alla caduta di Icaro, dai nudi blu alla cappella di Vence. Fino alla Gerbe, l'ultimo gioioso mazzo di fiori."
Arte, Milano,
Italy