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"La colección de Benedikt. Los tesoros artísticos del editor alemán Benedikt Taschen salen por fin ala luz pública. Procedente de sus residencias y del imponente palacio que alberga su editorial en Colonia, la colección privada de Benedikt Taschen promete animar (¡y cómo!) el otoño artístico madrileño, La exposición que anuncia para est mismo mes el Museo Reina Sofía está centrada en los pocos, pero fundamentales artistas que el editor más popular del mundo ha coleccionado con pasión de voyeur impenitente, adquiriendo piezas clave de la trayectoria de Jeff Koons, Albert Oehlen, Christopher Wool, Günther Förg, Helmut Newton, Mike Kelley o Cindy Sherman. Una parte dedicada a la obra de Martin Kippenberger, se mostrará de forma separada en el Palacio Velázquez del Parque del retiro."
Chic, Madrid
Spain
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"Ci siamo già occupati su queste pagine di Benedikt Taschen e della sua affascinante storia, di come abbia creato una casa editrice di rilevanza mondiale partendo da un negozio di fumetti. E' una vicenda che ha del sogno americano parlato con accento europeo. La Taschen ha conosciuto un grande successo anche perché è stata la prima a pubblicare libri d'arte a prezzi accessibili al grande pubblico. L'opera in esame non è però solo un altro libro della casa editrice, ma riguarda nell'intimo l'uomo che l'ha creata: riguarda infatti la collezione iniziata dall'editore nel 1985. A detta dei critici, la collezione Taschen getta uno sguardo nuovo sull'arte. Innanzi tutto perché le opere scelte sono lavori di un numero piuttosto ristretto di contemporanei. In tal modo il lettore ha l'opportunità di assistere, pagina dopo pagina, all'evoluzione di ogni artista, e di esplorarne la visione con rara profondità. In secondo luogo, nel costruire la propria collezione, Taschen non ha dato ascolto ai "trends" provenienti dalle gallerie o dalle mode del mondo dell'arte: sostiene di essersi lasciato guidare dall'istinto. Da questo deriva l'originalità delle scelte, ed è probabile che alcuni degli artisti che troviamo nell' opera in esame non avrebbero avuto altrettanto successo senza l'intervento di chi, in ogni caso, rifuita l'appellativo di mecenate. La spiegazione di Benedikt Taschen sulle proprie scelte artistiche è in effetti di altro segno, e l'aver contribuito alla notorietà dei "suoi" artisti è solo un gradito effetto collaterale. L'editore dice di essersi accostato al collezionismo nello stesso modo in cui si comporta con tutto ciò che davvero conta per lui, con intensità e passione: "colleziono qualunque cosa mi sembri importante, e questo non significa necessariamente che abbia la stessa rilevanza per altri." In modo coerente con il suo essere un collezionista per passione Taschen non esponeva le opere, se non nelle proprie case e negli uffici della casa editrice. Aveva paura che tornassero danneggiate, o peggio che si perdessero: cosa che non poteva davvero permettersi, perché la maggior parte delle opere erano originali regali di compleanno per i figli. La collezione Taschen, è stata esposta per la prima volta al museo Reina Sofia di Madrid nell'autunno del 2004. Grazie a questo libro chiunque può ora godere di un'arte scelta con passione, dda un signore che di arte e passione ha fatto la propria vita."
Goya, Milano
Italy
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"This summer's ultimate coffee table read has to be the TASCHEN Collection."
Home Magazine, London
United Kingdom
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"...The Taschen Collection shows contemporary art from the perspective of an innovative publisher, who sees equal value in both fine art and popular culture."
Rush Magazine, Sydney
Australia
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"Caratteristica della collezione privata di Benedikt Taschen è di comprendere molti pezzi di pochi artisti. Quelli con i quali l'editore tedesco ha lavorato, e che ama di più. Evidentemente, senza la preoccupazione di rappresentare il mercato, nè l'universo artistico di questi anni. Così ecco anzitutto Martin Kippenberger e Albert Oehlen, Jeff Koons e Mike Kelley; poi Gunther Forg, Cindy Sherman, Helmut Newton e pochi altri, come Elmer Batters e Eric Stanton. Il meglio della collezione, inaugurata nel 1985 e sempre in progress, esposta per la prima volta a Madrid da Ottobre a gennaio, si trova in Taschen Collection."
Arte, Milano
Italy
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"Die Vorliebe des Verlegers Benedikt Taschen für Kunst, die sexy und frech ist, spiegeln nicht nur die Bildbände, die er herausgibt, sondern auch seine private Sammlung. Werke daraus von Künstlern wie Helmut Newton, Jeff Koons oder Albert Oehlen präsentiert dieses großformatige Buch."
Vogue, München
Germany
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"Das Buch zur Madrider Schau der Privatsammlung von Benedikt Taschen ist so opulent geraten, wie es bei dem Verleger zu erwarten war. Doch die Werke von Jeff Koons oder Albert Oehlen rechtfertigen solch ein Großformat mühelos - denn Taschen hat gezielt Bilder der Überwältigung gesammelt wie die Fotoarbeit 'Grand Canyon' von Julius Shulmann."
Art, Hamburg
Germany
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"Verleger Benedikt Taschen ist nicht nur ein begnadeter Kunstbuchverleger, sondern auch ein begnadeter Sammler. Während der letzten Monate wurde die TASCHEN Collection in der Reina Sofia in Madrid ausgestellt."
persönlich, Rapperswil (CH)
Switzerland
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"Benedikt Taschen ha pasado a la historia del diseño, la fotografía o el arte a través de su editorial TASCHEN VERLAG y sus excelentes ediciones a precios reducidos. Menos conocida es su labor como coleccionista, hasta enero el museo Reina Sofía expone por primera vez al público una selección de sus obras de neopop escabroso, anodino y polémico.(…) Para los que gusten mucho la exposición TASCHEN ha editado un catálogo con todas las obras que se pueden ver en el museo."
Alter Ego, Barcelona
Spain
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"Llega a Madrid la colección de arte del editor alemán benedikt Taschen. Obras nunca antes expuestas al público de los artistas contemporáneos que el editor ha seguido. Benedikt Taschen posee una extensa colección de obras de un reducido número de artistas que permite conocer a estos autores en profundidad. Entre los artistas mejor presentados en la colección Taschen están los alemanes Albert Oehlen y el fallecido Martin Kippenberger, con más de un centenar de obras cada uno de ellos."
Diva, Madrid
Spain
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